Crisi finanziaria del 2008, i colpevoli hanno davvero pagato?

La crisi finanziaria cominciata degli Stati Uniti d’America nel 2008 ha avuto successivamente delle ripercussioni tremende sull’economia mondiale.
Si tratta della peggior crisi economica avvenuta in tutto il mondo (seconda sola alla terribile crisi del 1929), e tutti noi la ricordiamo chiaramente, dato che ad oggi si possono ancora vedere le ripercussioni nell’economia e nella politica del nostro paese, senza considerare le ripercussioni che hanno vissuto in prima persona moltissime famiglie italiane.

Com’è cominciata la crisi del 2008

Naturalmente noi non siamo un sito di economia storica, quindi non staremo a dilungarci sulle cause concatenanti e sugli effetti devastanti che hanno caratterizzato la crisi economica del 2008, ma per spiegare in due parole l’accaduto possiamo dire che la crisi è nata a seguito di una gestione spregiudicata del mercato economico. Nei primi anni del nuovo secolo le banche USA avevano distribuito un gran numero di mutui alle famiglie, anche a quelle che realmente non avevano la possibilità economica di ripagare il prestito. Le stesse banche che concedevano il prestito rivendevano poi il credito ad altri istituti.

Nel momento in cui molte persone si trovarono nella condizione di non potevano ripagare il prestito è scoppiato il caos.

La crisi vera e propria inizia con il crollo del colosso bancario Lehman Brothers, e da li sfocia con un incredibile effetto domino in tutto il resto del mondo.

Negli anni scorsi si è indagato sui responsabili della crisi, tra cui è spiccato il nome del broker Tourre. Sulla figura di questo broker gli storici e gli analisti hanno a lungo dibattuto, perché ad oggi non si comprende se effettivamente si tratta di uno dei più grandi capri e spiatori della storia o di uno trai reali colpevoli dello scatenarsi della crisi. Ad ogni modo, quando si tratta di crisi economica non è mai facile comprendere se i motivi scatenanti si sono prodotti in buona fede o meno.

Esistono delle leggi per tutelare gli investitori

In materia di alta finanza non è semplice includere un vero e proprio sistema di tutela, perché purtroppo quando è un intero sistema che crolla, non è facile mantenere a galla una sola parte del mercato.
Per quanto riguarda il sistema di trading online, al quale per la maggior parte noi ci rivolgiamo, dobbiamo considerare che le piattaforme più serie prevedono un fondo di tutela degli investimenti in grado di intervenire in casi particolari.

Esistono inoltre dei fondi istituiti con questo proposito, per esempio l’FITD fondo interbancario di tutela dei depositi, o alcune leggi Europee per la tutela degli investimenti.

Ad ogni modo, quando ci si accinge a fare degli investimenti sul mercato finanziario, magari proprio grazie al trading online, è bene leggere con attenzione tutte le clausole previste dal contratto, proprio per evitare in futuro di incappare in qualche cavillo che possa inficiare il sistema di tutela dei fondi. Certo non si sta parlando di rimborsare soldi per investimenti mal riusciti, per questi purtroppo non c’è solutione, solo studiare meglio il sistema e cercare di fare meglio.

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